Ilaria's profileNei Giardini Che Nessuno...PhotosBlogListsMore Tools Help
    April 26

    finalmente questa bella storia...HO AVUTO ANKE IO IL MIO OMBRELLO GIALLO!

    L’OMBRELLO GIALLO

    C’era una volta un paese grigio e triste, dove, quando pioveva, tutti gli abitanti giravano per le strade con degli ombrelli neri. Sempre, rigorosamente, neri.

    Sotto l’ombrello tutti avevano una faccia corrucciata e triste… E non può essere diversamente sotto un ombrello nero!

    Ma un giorno che la pioggia scrosciava, più fitta che mai, comparve all’improvviso un signore un po’ bizzarro che passeggiava sotto un ombrello giallo. E come se non bastasse, quel signore sorrideva.

    Alcuni passanti lo guardavano scandalizzati da sotto il nero parapioggia che li riparava, e mugugnavano:

    «Guardate che indecenza! È veramente ridicolo con quel suo ombrello giallo. Non è serio! La pioggia invece è una cosa seria e un parapioggia non può che esser nero!».

    Altri montavano in collera e si dicevano l’un l’altro: «Ma che razza di idea è mai quella di andare in giro con un ombrello giallo? Quel tipo è solo un esibizionista, uno che vuol farsi notare a tutti i costi. Non è per niente divertente!».

    In effetti non c’era niente di divertente in quel paese, dove pioveva sempre e gli ombrelli erano tutti neri.

    Solo la piccola Natasha non sapeva cosa pensare. Un pensiero le ronzava in testa con insistenza: «Quando piove, un ombrello è un ombrello. Giallo o nero che sia, quel che conta è avere un ombrello che ripari dalla pioggia».

    Per di più, la piccola s’accorgeva che quel signore sotto il suo ombrello giallo aveva l’aria d’essere perfettamente a suo agio e felice. Si chiedeva il perché.

    Un giorno, all’uscita dalla scuola, Natasha si accorse di aver dimenticato il suo ombrello nero a casa. Scosse le spalle e si incamminò verso casa a testa scoperta, lasciando che la pioggia inzuppasse i suoi capelli.

    Il caso volle che di lì a poco incrociasse l’uomo dall’ombrello giallo, il quale le propose sorridendo:

    «Bambina, vuoi ripararti?».

    Natasha esitò. Se accettava, tutti l’avrebbero presa in giro. Ma ecco subito l’altro pensiero: «Quando piove, un ombrello è un ombrello. Che sia giallo oppure nero, che importa? È sempre meglio avere l’ombrello che inzupparsi di pioggia!».

    Accettò e si riparò sotto l’ombrello giallo accanto a quel signore gentile.

    Allora capì perché egli era felice: sotto l’ombrello giallo il cattivo tempo non esisteva più! C’era un gran sole caldo nel cielo azzurro, dove gli uccellini volavano cinguettando.

    Natasha aveva un’aria così sbalordita che il signore scoppiò in una risata: «Lo so! Anche tu mi prendi per un pazzo, ma voglio spiegarti tutto. Un tempo, ero triste anch’io, in questo paese dove piove sempre. Avevo anch’io un ombrello nero. Ma un giorno, uscendo dall’ufficio, dimenticai l’ombrello e m’incamminai verso casa, così com’ero. Strada facendo, incontrai un uomo che mi offrì di ripararmi sotto il suo ombrello giallo. Come te, ho esitato perché avevo paura di essere diverso, di rendermi ridicolo. Ma poi accettai, perché avevo ancor più paura di buscarmi un raffreddore. E mi accorsi – come te – che sotto l’ombrello giallo il cattivo tempo era sparito.  Quell’uomo mi insegnò perché sotto l’ombrello nero le persone erano tristi: il ticchettio della pioggia e il nero dell’ombrello le immusoniva, e non avevano alcuna voglia di parlarsi. Poi, improvvisamente, l’uomo se ne andò e io mi accorsi che avevo in mano il suo parapioggia giallo. Lo rincorsi, ma non riuscii più a trovarlo: era scomparso. Così, ho conservato l’ombrello giallo e il bel tempo non mi ha più lasciato».

    Natasha esclamò:

    «Che storia! E non sente imbarazzo a tenersi l’ombrello di un altro?».

    Il signore rispose:

    «No, perché so bene che questo ombrello è di tutti. Quell’uomo l’aveva senza dubbio ricevuto anche lui da qualcun altro».

    Quando arrivarono davanti alla casa di Natasha, si salutarono.

    Appena l’uomo, allontanandosi, scomparve, la ragazzina si accorse di avere in mano il suo ombrello giallo. Ma ormai quel signore gentile chissà dov’era.

    Così Natasha si tenne l’ombrello giallo, ma sapeva già che presto avrebbe di nuovo cambiato proprietario, sarebbe passato in altre mani, per riparare dalla pioggia e portare il “bello stabile” ad altre persone.

    Concludo rinnovando gli auguri di Buon Anno 2007, con l’impegno ad essere degni credenti di un Dio che ama la vita, mentre insieme a Lui, come Famiglia Salesiana, lavoriamo per la costruzione di una cultura della vita.

    Don Pascual Chávez Villanueva

    Rettore Maggiore

    April 20

    bimbiniiiii!!mi mancateeee!!!

    dopo 2 settimane in cui questa famiglia è stata a casa nostra c è un profondo senso di vuoto in casa....mi mancano da morire quei 7 bambini....che con le loro risate, i loro giochi e tutte le loro chiacchiere mi mancano da morire....uffi...spero di vederli utti un giorno anche se saranno cresciuti....resteranno sempre nel mio cuore con i bimbini....*.* bimbiniiii!!!!un abbraccio forte forte a tutti, che ormai siete arrivati a versailles.... :(
    April 13

    test psico attitudinale

    ....sono portata per le facoltà scientifiche...mumble...ma se nello stesso giorno che me l hanno riportato ho preso un 5 e mezzo a mate(ma anke un 6 e mezzo) e un 5 e mezzo a fisica???
     
    eh vabbè...
    cmq volevo coventrizzare qlks....solo che nn mi ricordo cosa...qualcuno mi aiuta a ricordare????grazie!!!
     
     
    poi oggi compito di storia....trauma a palla....con colpo di grazia finale dovuto alle 4 ore e mezzo di michelangelo tra mattina e pomeriggio....
     
    fortuna che stasera mi aspetta una bella BISTECCA ALLA FIORENTINA x ttirarmi su di morale....eheh slurp!!!
     
    ps. domani a cena dai francesi...c'è da ridere....!!!(si dice de l'Hôpital!!!)
    April 11

    vacanze

    vacanze strane,
    vacanze vissute
    vacanze felici
    vacanze sofferte
    vacanze sognate
    vacanze deluse
    vacanze arrivate
    vacanze finite....
    sì, con un giorno di ritardo ma ormai finite anke per me...!