Ilaria's profileNei Giardini Che Nessuno...PhotosBlogListsMore Tools Help
    February 17

    Desiderio d’Eternità

    Stelle<Ci sono Disegni che non conosciamo, Clément ha donato un anno della sua vita, e la sua vita stessa al Signore..con la sua morte il Signore farà crescere in molte persone il desiderio di Lui, perchè Gesù è stato il primo a morire per noi e ha vinto la morte. Ho ricevuto un sms con una frase di Chiara Luce: “In Paradiso si fa gran festa quando arriva un’anima giovane!”. L’unica cosa che possiamo fare noi da qua è pregare per tutte le persone a lui vicine e che Gesù metta in tutti ni un desiderio d’Eternità..>

    Ho scritto questo sms perchè sento veramente dentro me qualcosa di eterno, qualcosa che mi fa credere, mi fa sentire che non è possibile che non ci sia nulla DOPO.. Sì, sento che l’uomo è stato creato per l’eternità…la sua perfezione, la sua eternità è stata corrotta, ma dentro di se tiene saldo questo desiderio, questa attrazione verso l’eterno che cerca di raggiungere spesso nel modo sbagliato.

    E mi rendo conto anche dell’imperfezione della natura umana..quanto sia schiavo del tempo che usa troppo male, che spreca!!! Ah…come lo spreca dietro a cavolate materiali, a mode informatiche quando invece, se solo volgesse lo sguardo verso qualcosa di più elevato vedrebbe quanta bellezza..e quanto leggero è il suo dolore! Perchè nella morte questo tempo che allunga e prolifera la sofferenza si annienta e l’anima, la nostra eternità interna, la nostra spinta verso il cielo si ricongiunge a ciò per cui era stata pensata “prima di formarti nel grembo materno” (Geremia 1, 4) e per sempre, nella perfezione di un istante eterno si esalta nella Bellezza..

    February 15

    C’era una luna bellissima…

    Mentre tornavo a casa stasera…chiaramente in ritardo, come sempre..anche se devo ammettere che ultimamente ero sempre in anticipo…sarà l’effetto “nuovo semestre”, ma ho ripeso il ritardo cronico.. E anche noi siamo in ritardo no? Non ti sei accorto che oggi ci troviamo entrambi a soli?

    Non ti sei accorto della luna bellissima di stanotte, sembra messa lì apposta per degli innamorati che si cercano, forse proprio in lei…ma di fatto, io non penso di essere indifferente, qualcosa conto..e voglio contare qualcosa per te..stamani sono stata rimprovarata perchè non si dice: “VOGLIO”, ma “vorrei”…ma se dico vorrei non posso crederci fino in fondo…e se io per prima non credo in questo desiderio..chi potrà mai farlo?!?

    Non vedi com’è bella questa luna? Anche lei stanotte è malinconica perchè desidera qualcosa che sta sulla Terra ma non può avere, perchè lei non si può muovere..ma lei è la luna di tutti..e io di nessuno.. Ma la vedi? La vedi questa luna? Se sapessi quanti attimi evoca in me, se sapessi quanti ricordi richiamano in me, non esiteresti a correre da lei, ma tu l’ippogrifo non ce l’hai.. Ma una luna così bella non l’ho mai vista..e non ho mai visto neanche una persona così bella come sei tu..

    Guarda questa luna..adesso siamo in due, da soli a guardarla, e pens, se fossimo stati in due insieme..quanti ragionamenti avremmo potuto farci sopra io e te, che insieme non riusciamo a smettere di parlare, che troviamo sempre un nuovo argomento di conversazione, da ogni cosa…

    Vedi la luna? E’ forse la sua età che la rende più bella? No…anzi…non credo che “la sua età sia un problema”, l’età non è mai stato un problema…

    E forse sono solo i miei vaneggiamenti post “San Valentino” andato storto..ma cos’è storto? Se vogliamo, anche la luna di stasera era storta, eppure bellissima, stupenda, meravigliosa..Abbiamo un Disegno da realizzare, e si sa, le cose belle richiedono tempo...Ma non interferenze bionde (ehm ehm..), ma in fondo lo so, che oggi è andato a buon fine, lo so..me lo sento, sento che può andare tutto bene, sento che ho bisogno solo di un po’ più di fiducia: se c’è chi ha fatto una luna così, può anche accordare due persone come noi!..ma non lo vedi, anche le peruviane ci vedono bene insieme! (questa non la capirà nessuno…ma affinchè non venga fraintesa: non c’entra niente con l’università!)

    Aspetterò, e se dovessi raggiungere questa luna innamorata per realizzare il mio sogno, stai pur certo che lo farò, perchè “ne vale veramente la pena!”

    LUNA

    February 12

    Morire è un diritto. Parola di Hitler.

    di Antonio Gaspari

    Il programma di eutanasia voluto dal governo nazista si tradusse nell’assassinio di 275mila persone, di cui seimila bambini. E oggi parole d’ordine e propaganda ricalcano precisamente quelle diffuse dal Terzo Reich.

    [Da «il Timone» n. 60, febbraio 2007]
    Se al giorno d’oggi provate a sostenere che l’eutanasia è un crimine contro l’umanità e che a legalizzare la morte dolce si rischia una deriva morale come quella che vigeva sotto il regime nazista rischiate di ricevere critiche, richiami, accuse, insulti, richieste di dimissioni, come è successo e l’onorevole Carlo Giovanardi, quando era ministro dei Rapporti con il Parlamento. Nel marzo del 2006 l’esponente dell’UDC (oggi-2009- esponente PDL e membro del Governo ndr), commentando la decisione olandese di permettere la pratica dell’eutanasia anche ai bambini, ha sostenuto che «la legislazione nazista e le idee di Hitler in Europa stanno riemergendo». L’allora ministro parlò di «selezione eugenetica, che parte sin dall’inizio eliminando i bambini down, quelli talassemici o quelli che, già venuti al mondo, non hanno la dignità di vivere perché non sono perfetti. Se poi l’applichiamo anche agli anziani, questo è nazismo».
    Esagerato? In realtà, se si vanno a studiare più attentamente le argomentazioni, i motivi e la propaganda con cui Hitler impose la pratica massiccia dell’eutanasia, si scopre che le "parole d’ordine", i concetti e gli esempi utilizzati oggi dalla lobby favorevole alla "morte dolce" sono molto simili a quelli utilizzati dai medici nazisti.
    Riprendendo concezioni originate e diffuse dalle Società Eugenetiche in voga nei primi decenni del XX secolo, l’eutanasia venne considerata dal regime nazista una pratica pietosa per eliminare le cosiddette Lebensunwertes Leben, "vite indegne di vita".
    Già nel 1924-25 Adolf Hitler scrisse nel Mein Kampf: «Se non c’è più forza per combattere per la propria salute, il diritto a vivere viene meno». E nelle conversazioni condotte fino al 1931 con Hermann Rauschning, allora presidente del Senato di Danzica, Hitler ha detto che la «pietà conosce una sola azione: lasciar morire i malati».
    Con una lettera firmata di suo pugno il primo settembre del 1939 Hitler scrisse: «Il Reichsleiter Philip Bouhler (Capo della Cancelleria di Stato ndr) ed il Dottor Karl Brandt (medico personale di Hitler ndr), sono incaricati a conferire a singoli medici i poteri necessari affinchè a pazienti giudicati incurabili secondo il miglior giudizio umano disponibile sia concessa una morte pietosa» Da quel momento la macchina della "dolce morte" entrò a pieno regime. Prove fornite al processo di Norimberga (1945-1946) stimano che con l’eutanasia furono assassinati 275.000 individui, tra cui Seimila bambini. Le vittime furono assassinate in camere a gas, camuffate come locali da bagno, per mezzo di monossido di carbonio emesso da bombole di gas. Per far accettare il programma di eutanasia, la macchina della propaganda nazista cominciò a produrre film. I manicomi dove avveniva l’eliminazione vennero presentati come splendidi luoghi di cura, con interni di lusso, meravigliose vedute, trattamento superbo. Nello stesso tempo vennero diffusi cortometraggi che riprendevano individui repellenti, malati terminali e sofferenti, individui deformati dalle malattie, con l’idea di mostrare condizioni indegne di vita. Nel 1941 venne diffuso il film Ich klage an (lo accuso) in cui si racconta di un professore di patologia, Heyt, sposato con la giovane Hanna, la quale è malata di sclerosi multipla. Heyt si sforza di curare Hanna, ma ad un certo punto decide di aiutare la moglie a morire. Il fratello di Hanna denuncia Heyt per omicidio. Ma nel corso del dibattito in tribunale i sei giudici concludono che la legge deve essere cambiata per permettere l’eutanasia. Nel film l’ex sindaco della città dove si svolge il dramma prende la parola e dice: «...Per quanto riguarda coloro che desiderano morire perché un tempo sono stati sani e ora non ce la fanno più, ebbene io credo che lo Stato, che ci impone il dovere di morire, debba anche darci il diritto di morire».
    Il film fu visto da 18 milioni di persone. Il servizio di sicurezza di Hitler raccolse le reazioni e stilò un lungo rapporto in cui sottolineava che la gente aveva accettato sia pure con qualche riserva che le persone affette da gravi malattie incurabili devono poter avere una morte rapida sanzionata dalla legge». Il rapporto dei servizi di sicurezza rilevava che l’unica vera opposizione contro il film e contro l’eutanasia veniva dalla Chiesa Cattolica. A questo proposito l’allora vescovo di Munster, Clemens August Von Galen (beatificato il 9 ottobre 2005), denunciò aspramente il programma di eutanasia. Nella predica del 3 agosto 1941, Von Galen tuonò: «Se anche per un’unica volta accettiamo il principio del diritto a uccidere i nostri fratelli improduttivi - benché limitato in partenza solo ai poveri e indifesi malati di mente - allora in linea di principio l’omicidio diventa ammissibile per tutti gli esseri umani. (...) È impossibile immaginare quali abissi di depravazione morale e di generale diffidenza perfino nell’ambito familiare toccheremmo, se tale orribile dottrina fosse tollerata, accettata, messa in pratica». La predica di Von Galen venne riprodotta su volantini e diffusa dagli aerei della Royal Air Force britannica. Solo la grande popolarità di cui il prelato godeva impedi ai nazisti di impiccarlo.
    La storia evidentemente tende a ripetersi: nel numero speciale di fine 1996 dedicato al 50esimo anniversario del processo di Norimberga ai medici nazisti, il Britisn Medical Journal riportava un commento di Hartmut Hanauske-Abel della Cornell University di New York, che così diceva: «Ciò che è avvenuto nel 1933 in Germania può accadere ancora, in Europa e in Nord America. L’ethos della medicina non è saldo e immutabile, ma soggetto a distorsioni da parte delle forze politiche e sociali, e dalle applicazioni devianti della scienza e della tecnologia». Ancora più chiara Alice Ricciardi von Platen, autrice del libro Il nazismo e l’eutanasia dei malati di mente, in cui spiega: «In quest’epoca difficile un numero spaventoso di giovani medici e avvocati sostengono a quattrocchi la pratica dell’eutanasia, sia pure eseguita sotto il controllo dello Stato in condizioni diverse da quelle del Terzo Reich. (...) Anche l’opinione pubblica, in ambienti liberi da influenze confessionali, rimane favorevole in molti casi alla liberazione dei malati di mente dalla loro vita ormai priva di valore. La propaganda nazionalsocialista ha impresso fortemente nelle coscienze questo modo di pensare e la vita pubblica attuale non offre alcun modello concreto contro i sostenitori del diritto dei più forti. Modificare questa concezione dei malati di mente e più in generale dei malati sarà un lavoro di generazioni, un compito che solo la diversa considerazione dell’uomo potrà realizzare».

    Ricorda
    «Siamo di fronte a una follia omicida senza eguali. Con gente come questa, con questi assassini che calpestano orgogliosi le nostre vite, non posso più avere comunanza di popolo!». (Clemens August Von Galen, vescovo di Munster, Omelia del 3 agosto 1941).

    Bibliografia
    Mlchael Burlelgh-Wolfgang Wippennann, Lo stato razziale - Germania 1933/1945, Rizzoli, 1992.
    Alice Ricciardi von Platen, Il nazismo e l’eutanasia dei malati di mente, Editrice Le Lettere, 2000.
    Henry Friedlander, Le origini del genocidio nazista, Editori Riuniti, 1997.
    Stefania Falasca, Un vescovo contro Hitler, San Paolo, 2006.

    February 10

    Salmo 8

    O Signore, nostro Dio,

    quanto è grande il tuo nome su tutta la terra

    sopra i cieli si innalza la tua magnificenza.

    Con la bocca dei bimbi e dei lattanti

    affermi la tua potenza contro i tuoi avversari,

    per ridurre al silenzio nemici e ribelli.

    Se guardo il tuo cielo, opera delle tue dita,

    la luna e le stelle che tu hai fissate,

    che cosa è l’uomo perché te ne ricordi

    e il figlio dell’uomo perché te ne curi?

    Eppure l’hai fatto poco meno degli angeli,

    di gloria e di onore lo hai coronato

    gli hai dato potere sulle opere delle tue mani,

    tutto hai posto sotto i suoi piedi;

    tutti i greggi e gli armenti,

    tutte le bestie della campagna;

    Gli uccelli del cielo e i pesci del mare,

    che percorrono le vie del mare.

    O Signore, nostro Dio,

    quanto è grande il tuo nome su tutta la terra.

    February 08

    Ci sarei rimasta male…

    Ad essere sincera, ci sarei rimasta male… però, è vero anche che mi merito, e tutti ci meritiamo la nostra parte di privacy, il nostro angolino da rispettare in cui racchiudere i nostri sogni, al riparo anche dalle persone a noi più vicine. In un mondo in cui tutto è piazza, grazie alle nuove tecnologie e ai nuovi mezzi di comunicazione, che da un lato ci permettono di dare sfogo ai nostri sentimenti, altrimenti nascosti, perchè, si sa, nascondersi dietro una frase su FaceBook o su un intervento di blog è molto facile, ma discutere di molte cose diventa complesso quando siamo di fronte a due occhi che ascoltano. Due occhi che ascoltano? Sì, l’ascolto, a mio modo di vedere è un insieme di sensi, non lo si fa con orecchie e basta, le quali ricoprono solo una parte, con gli occhi, si può ottenere molto, partendo dall’osservare i movimienti delle labbra, le espressioni del viso (se vedi che mentre parli la persona ride, forse forse c’è qualcosa che non va…e questo è un promemoria per me, che devo ridere meno!!), questo rende l’ascolto qualcosa di più completo, di più dinamico. Lo stesso si può ascoltare anche nel tempo. Sì, nel tempo. Ritrovando il profumo di una persona in una stanza può tornare in mente un discorso fatto tempo prima (e spero che questo accada a qualcuno in particolare stasera..)

    Certo, ci sarei rimasta male, a scoprire qualcosa così, ma penso che non ci sia nessun obbligo, nessun dovere, solo la libertà, e nella mia libertà ho voluto inserirci la libertà al non pettegolezzo, al non annoiare gli altri e al sognare da sola. Sì, non voglio che si chiacchieri di cose a cui tengo così tanto. Sì, non voglio annoiare le persone, amiche e amici chiacchierando per tempi cosmici (giusto per restare in tema) di affari che possono interessare molto poco a chi esterno, e anzi, ferire riportando vecchie loro ferite. Sì, i sogni sono miei, e da un lato vorrei condividerli con il mondo, ma dato che non riguardano solo e soltanto me, è meglio se restano un po’ più nel mio cuore, non sia mai che si dica che io chiacchiero troppo dei fatti altrui!

    Certo, ci sarei rimasta male nel vedermi preannunciare un cambio di programma così. Seppur preannunciato, una serata a vedere un film catartico non è paragonabile ad una serata in un teatro con amici di amici. E ancora mi trovo a dover conciliare due parti di me e a minare la mia parte di estrema coerenza, ma cos’è questa cosa che mina la mia coerenza?

    Non sono forse una persona “non coerente, COERENTISSIMA”? E questa minaccia pronunciata da mia mamma qualche mese fa, mi risuona nell’orecchio, chi sto tradendo? Perchè? Per cosa? Per CHI? Per chi…per chi…perchè forse mi sto davvero innamorando…eh, sì, ero titubante a scriverla, ma se non lo scrivo una notte  alle una, dopo aver passato una serata tra rimpianto e questa mia coerenza che perseguito e che mi trovo troppo spesso ad inseguire..quando lo posso scrivere? Vorrei gridarlo, ma non posso, ed ecco che entra in gioco questo nuovo mezzo di comunicazione insulso, che permette di sfondare i muri della timidezza…Ma io? Io ho veramente bisogno di questo? Ho veramente bisogno di amare una persona che da ogni lato mi appare perfetta? Così perfetta da sentire che non è per me? E adesso mi sono sentita dentro nascere un no. Ecco ancora l’incoerenza. Ma è giusto?

    Ma sono io? Io chi sto conoscendo? Sto conoscendo me stessa oppure no? Penso proprio di sì, ma penso anche di essere SOLO UN’AMICA…

    save me

    February 03

    Dal libro “Fuggita da satana” di Michela.

    “Per i satanisti sono infatti seguaci impliciti del demonio anche tutti quelli che decidono volontariamente di distruggersi mediante la droga, oppure quelli che mercificano il proprio corpo attraverso rapporti sessuali.”

    “ Io in quel momento ho avuto la chiara risposta che la Vergine realmente è anche mia madre e che, se oggi sono ancora viva. è perchè lei mi ha posto sotto il suo manto e mi ha protetto in tante drammatiche situazioni. Da allora ho capito che tutte le volte che ho un rosario tra le mani è la Madonna che mi porta per mano.”

    “Come sintesi di tutta la mia vita mi piace citare una frase di Edith Stein. (…) Quando scelse di farsi battezzare sua madre gliene chiese il motivo e la sua risposta fu: “Cercavo l’amore e ho incontrato Gesù”. Anch’io ho sempre cercato l’amore, anche se per buona parte della mia vita l’ho fatto nei posti e nei modi sbagliati. Volevo pace e felicità, ma nella droga e nel sesso ho raccolto soltanto distruzione e morte. Il motivo è che l’odio ha generato odio: l’atto di non-amore da cui ha avuto origine la mia storia si è perpetuato in una catena apparentemente senza fine.”

    “Seguire Gesù non è facile: è una vera scalata verso l’alto (mentre seguire gli inferi è proprio un’autostrada in discesa!). (…) In ogni scalata che si rispetto c’è però un capocordata, che aiuta i tuoi passi nel momento in cui stanco e ti sembra d non farcela più. Il mondo propone un amore “usa e getta”, rispetto al quale quello cristiano è un amore apparentemente folle. Ma questa pazzia è l’unica in grado di donarmi la pace, la serenità, la pienezza della gioia.”

    “Se pensi che per sfuggire a satana sia sufficiente credere in Dio, ti sbagli. Anche satana crede in Dio.”

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    Consiglio a tutti la lettura di questo libro, per credere che certe cose non sono solo delle favole.