Ilaria's profileNei Giardini Che Nessuno...PhotosBlogListsMore Tools Help
    October 25

    Verità tagliente.

    La bambina chiede alla mamma:
    Mamma come nacque la razza umana?
    La mamma risponde: Dio creò Adamo ed Eva e loro ebbero dei figli. Così nacque la razza umana.

    Due giorni dopo, la bambina fece la stessa domanda al papà.
    Il padre risponde : Molti secoli fa esistevano le scimmie. Con il passare degli anni si svilupparono e si trasformarono in uomini. E’ così che nacque la razza umana.

    Molto confusa, la piccolina, si rivolge alla mamma e le chiede:
    Mamma, come mai tu mi dici che la razza umana fu creata da Dio e papà mi dice che proveniamo dalla scimmia?

    Tesoro, le risponde la mamma, io ti ho parlato della mia famiglia e papà della sua.

    October 17

    Bucaneve-Eros Ramazzotti

    bucaneveCome un bucaneve sei spuntata fra le brine del mio tempo,
    sorprendendo anche me…
    Questa è l’immagine precisa che mi viene sempre in mente quando io penso a te.
    Penso a te, mentre i giorni tramontano, come foglie che d’autunno rosseggiano, sugli alberi,

    Forse la bugia mia più grossa io l’ho fatta a me stesso, nascondendomi a te…
    ma i miei sentimenti in carne ed ossa sono così veri,
    adesso: più finzione non c’è..
    Tu non sai che oramai
    non credevo più,
    al ritorno di quel mondo romantico, che ispiri tu…

    Quando ti vorrei,
    quanto ti vorrei, tu non lo sai.. quanto sognare che ancora mi fai.
    Fammi illudere,
    fammi credere ancora un pò a un ideale d’amore che ho..
    Tu non puoi sapere,
    non sai,
    tu non puoi sapere quanta vita in più, mi dai…

    Se potessi resettare il cuore,
    azzerarne le memorie,
    troppo gravi per me.. 
    cancellarne i segni di ogni errore,
    ripulirlo dalle scorie,
    bucanve2
    da ogni macchia che c’è,
    io vorrei ritrovare qui dentro me,
    l’innocenza primitiva dell’anima,
    per darla a te..

    Quanto ti vorrei, quanto ti vorrei tu non lo sai quanto sognare che ancora mi fai. 
    Fammi illudere,
    fammi credere ancora un po’
    a un ideale d’amore che ho…

    Tu non puoi sapere,
    non sai,
    tu non puoi sapere..
    Fammi illudere,
    fammi credere ancora un po’ a un ideale d’amore che ho.
    Tu non puoi sapere,
    non sai,
    tu non puoi sapere quanta vita in più mi dai…
    che mi dai.. 

    October 11

    E si svegliò con gli ochi rossi… Senza flash…

    “Non aver paura di attraversare la foresta per la persona che ami” (Proverbio Pigmeo)

    M: «Non è mica l’ultimo uomo sulla faccia della Terra..»

    I: «…Ma è l’unico con cui voglio stare…»

    D: «Cerca almeno di non farti troppo male…»

    …Ci sto provando…

    foresta

    October 07

    Lettera sulla preghiera

    (Bruno Forte)
    Mi chiedi: perché pregare? Ti rispondo: per vivere.

    Sì: per vivere veramente, bisogna pregare. Perché? Perché vivere è amare: una vita senza amore non è vita. È solitudine vuota, è prigione e tristezza. Vive veramente solo chi ama: e ama solo chi si sente amato, raggiunto e trasformato dall’amore. Come la pianta che non fa sbocciare il suo frutto se non è raggiunta dai raggi del sole, così il cuore umano non si schiude alla vita vera e piena se non è toccato dall’amore. Ora, l’amore nasce dall’incontro e vive dell’incontro con l’amore di Dio, il più grande e vero di tutti gli amori possibili, anzi l’amore al di là di ogni nostra definizione e di ogni nostra possibilità. Pregando, ci si lascia amare da Dio e si nasce all’amore, sempre di nuovo. Perciò, chi prega vive, nel tempo e per l’eternità. E chi non prega? Chi non prega è a rischio di morire dentro, perché gli mancherà prima o poi l’aria per respirare, il calore per vivere, la luce per vedere, il nutrimento per crescere e la gioia per dare un senso alla vita.

    Mi dici: ma io non so pregare! Mi chiedi: come pregare? Ti rispondo: comincia a dare un po’ del tuo tempo a Dio. All’inizio, l’importante non sarà che questo tempo sia tanto, ma che Tu glielo dia fedelmente. Fissa tu stesso un tempo da dare ogni giorno al Signore, e daglielo fedelmente, ogni giorno, quando senti di farlo e quando non lo senti. Cerca un luogo tranquillo, dove se possibile ci sia qualche segno che richiami la presenza di Dio (una croce, un’icona, la Bibbia, il Tabernacolo con la Presenza eucaristica…). Raccogliti in silenzio: invoca lo Spirito Santo, perché sia Lui a gridare in te “Abbà, Padre!”. Porta a Dio il tuo cuore, anche se è in tumulto: non aver paura di dirGli tutto, non solo le tue difficoltà e il tuo dolore, il tuo peccato e la tua incredulità, ma anche la tua ribellione e la tua protesta, se le senti dentro.

    Tutto questo, mettilo nelle mani di Dio: ricorda che Dio è Padre – Madre nell’amore, che tutto accoglie, tutto perdona, tutto illumina, tutto salva. Ascolta il Suo Silenzio: non pretendere di avere subito le risposte. Persevera. Come il profeta Elia, cammina nel deserto verso il monte di Dio: e quando ti sarai avvicinato a Lui, non cercarlo nel vento, nel terremoto o nel fuoco, in segni di forza o di grandezza, ma nella voce del silenzio sottile (cf. 1 Re 19,12). Non pretendere di afferrare Dio, ma lascia che Lui passi nella tua vita e nel tuo cuore, ti tocchi l’anima, e si faccia contemplare da te anche solo di spalle.
    Ascolta la voce del Suo Silenzio. Ascolta la Sua Parola di vita: apri la Bibbia, meditala con amore,

    Lascia che la parola di Gesù parli al cuore del tuo cuore; leggi i Salmi, dove troverai espresso tutto ciò che vorresti dire a Dio; ascolta gli apostoli e i profeti; innamorati delle storie dei Patriarchi e del popolo eletto e della chiesa nascente, dove incontrerai l’esperienza della vita vissuta nell’orizzonte dell’alleanza con Dio. E quando avrai ascoltato la Parola di Dio, cammina ancora a lungo nei sentieri del silenzio, lasciando che sia lo Spirito a unirti a Cristo, Parola eterna del Padre. Lascia che sia Dio Padre a plasmarti con tutte e due le Sue mani, il Verbo e lo Spirito Santo.

    All’inizio, potrà sembrarti che il tempo per tutto questo sia troppo lungo, che non passi mai: persevera con umiltà, dando a Dio tutto il tempo che riesci a darGli, mai meno, però, di quanto hai stabilito di poterGli dare ogni giorno. Vedrai che di appuntamento in appuntamento la tua fedeltà sarà premiata, e ti accorgerai che piano piano il gusto della preghiera crescerà in te, e quello che all’inizio ti sembrava irraggiungibile, diventerà sempre più facile e bello. Capirai allora che ciò che conta non è avere risposte, ma mettersi a disposizione di Dio: e vedrai che quanto porterai nella preghiera sarà poco a poco trasfigurato.

    Così, quando verrai a pregare col cuore in tumulto, se persevererai, ti accorgerai che dopo aver a lungo pregato non avrai trovato risposte alle tue domande, ma le stesse domande si saranno sciolte come neve al sole e nel tuo cuore entrerà una grande pace: la pace di essere nelle mani di Dio e di lasciarti condurre docilmente da Lui, dove Lui ha preparato per te. Allora, il tuo cuore fatto nuovo potrà cantare il cantico nuovo, e il “Magnificat” di Maria uscirà spontaneamente dalla tue labbra e sarà cantato dall’eloquenza silenziosa delle tue opere.

    Sappi, tuttavia, che non mancheranno in tutto questo le difficoltà: a volte, non riuscirai a far tacere il chiasso che è intorno a te e in te; a volte sentirai la fatica o perfino il disgusto di metterti a pregare; a volte, la tua sensibilità scalpiterà, e qualunque atto ti sembrerà preferibile allo stare in preghiera davanti a Dio, a tempo “perso”. Sentirai, infine, le tentazioni del Maligno, che cercherà in tutti i modi di separarti dal Signore, allontanandoti dalla preghiera. Non temere: le stesse prove che tu vivi le hanno vissute i santi prima di te, e spesso molto più pesanti delle tue. Tu continua solo ad avere fede. Persevera, resisti e ricorda che l’unica cosa che possiamo veramente dare a Dio è la prova della nostra fedeltà. Con la perseveranza salverai la tua preghiera, e la tua vita.

    Verrà l’ora della “notte oscura”, in cui tutto ti sembrerà arido e perfino assurdo nelle cose di Dio: non temere. È quella l’ora in cui a lottare con te è Dio stesso: rimuovi da te ogni peccato, con la confessione umile e sincera delle tue colpe e il perdono sacramentale; dona a Dio ancor più del tuo tempo; e lascia che la notte dei sensi e dello spirito diventi per te l’ora della partecipazione alla passione del Signore. A quel punto, sarà Gesù stesso a portare la tua croce e a condurti con sé verso la gioia di Pasqua. Non ti stupirai, allora, di considerare perfino amabile quella notte, perché la vedrai trasformata per te in notte d’amore, inondata dalla gioia della presenza dell’Amato, ripiena del profumo di Cristo, luminosa della luce di Pasqua.

    Non avere paura, dunque, delle prove e delle difficoltà nella preghiera: ricorda solo che Dio è fedele e non ti darà mai una prova senza darti la via d’uscita e non ti esporrà mai a una tentazione senza darti la forza per sopportarla e vincerla. Lasciati amare da Dio: come una goccia d’acqua che evapora sotto i raggi del sole e sale in alto e ritorna alla terra come pioggia feconda o rugiada consolatrice, così lascia che tutto il tuo essere sia lavorato da Dio, plasmato dall’amore dei Tre, assorbito in Loro e restituito alla storia come dono fecondo. Lascia che la preghiera faccia crescere in te la libertà da ogni paura, il coraggio e l’audacia dell’amore, la fedeltà alle persone che Dio ti ha affidato e alle situazioni in cui ti ha messo, senza cercare evasioni o consolazioni a buon mercato. Impara, pregando, a vivere la pazienza di attendere i tempi di Dio, che non sono i nostri tempi, ed a seguire le vie di Dio, che tanto spesso non sono le nostre vie.

    Un dono particolare che la fedeltà nella preghiera ti darà è l’amore agli altri e il senso della chiesa: più preghi, più sentirai misericordia per tutti, più vorrai aiutare chi soffre, più avrai fame e sete di giustizia per tutti, specie per i più poveri e deboli, più accetterai di farti carico del peccato altrui per completare in te ciò che manca alla passione di Cristo a vantaggio del Suo corpo, la chiesa. Pregando, sentirai come è bello essere nella barca di Pietro, solidale con tutti, docile alla guida dei pastori, sostenuto dalla preghiera di tutti, pronto a servire gli altri con gratuità, senza nulla chiedere in cambio. Pregando sentirai crescere in te la passione per l’unità del corpo di Cristo e di tutta la famiglia umana. La preghiera è la scuola dell’amore, perché è in essa che puoi riconoscerti infinitamente amato e nascere sempre di nuovo alla generosità che prende l’iniziativa del perdono e del dono senza calcolo, al di là di ogni misura di stanchezza.

    Pregando, s’impara a pregare, e si gustano i frutti dello Spirito che fanno vera e bella la vita: “amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé” (Gal 5,22). Pregando, si diventa amore, e la vita acquista il senso e la bellezza per cui è stata voluta da Dio. Pregando, si avverte sempre più l’urgenza di portare il Vangelo a tutti, fino agli estremi confini della terra. Pregando, si scoprono gli infiniti doni dell’Amato e si impara sempre di più a rendere grazie a Lui in ogni cosa. Pregando, si vive. Pregando, si ama. Pregando, si loda. E la lode è la gioia e la pace più grande del nostro cuore inquieto, nel tempo e per l’eternità.

    Se dovessi, allora, augurarti il dono più bello, se volessi chiederlo per te a Dio, non esiterei a domandarGli il dono della preghiera. Glielo chiedo: e tu non esitare a chiederlo a Dio per me. E per te. La pace del Signore nostro Gesù Cristo, l’amore di Dio Padre e la comunione dello Spirito Santo siano con te. E tu in loro: perché pregando entrerai nel cuore di Dio, nascosto con Cristo in Lui, avvolto dal Loro amore eterno, fedele e sempre nuovo. Ormai lo sai: chi prega con Gesù e in Lui, chi prega Gesù o il Padre di Gesù o invoca il Suo Spirito, non prega un Dio generico e lontano, ma prega in Dio, nello Spirito, per il Figlio il Padre. E dal Padre, per mezzo di Gesù, nel soffio divino dello Spirito, riceverà ogni dono perfetto, a lui adatto e per lui da sempre preparato e desiderato. Il dono che ci aspetta. Che ti aspetta.

    Messaggio per la Quaresima 2007

    October 03

    Aggiornamenti

    O mamma! è tantissimo che non scrivo… o meglio, devo ancora riprendere la regolarità!

    Comincerei col dire che settembre è passato proprio bene…anche se sotto agli obiettivi che mi ero posta in vari ambiti, ma come si sa, il Signore ha per noi un Progetto che va al di là delle umane aspettative, perciò sono fiduciosa. Ieri poi ho ricominciato a tutti gli effetti…mi manca solo di mettere un punto fermo per il tennis, che ancora non ho ripreso dal rientro dalle vacanze per un motivo o per un altro…!

    Iniziati i corsi…e devo dire che mi piacciono proprio! I professori sono in  gamba, spero ce lo siano anche in sede d’esame! In aula sanno attrarre l’attenzione e l’interesse..e questo è quello che mi ci vuole! Questo semestre ho solo due materie obbligatorie: Finanza Aziendale e Gestione delle Imprese II… Molti al nome rabbrividiscono, ma se vi dico che sono un ottimo mix di tutte le materie finora spiegate potrete capire perchè è bello: ciò che studio ha uno scopo. Che sia la finanza, o la strategia (ciò che si studia a gestione), le materie studiate finora nn sono sterili! L’unico fattore negativo è che le lezioni sono iniziate il 14 settembre, che oltre ad essere il mio compleanno è prestissimo!! Insomma…nelle altre facoltà iniziano ad ottobre inoltrato… Sì, economia è proprio una facoltà complessa, oggi sottovalutata, ma è diffiile come in passato se non di più.. ed in fatti nessuno si laurea in pari…NESSUNO! Grande…per questo non mi espongo a pronostici sulla mia laurea…devo ancora pensare al professore per la tesi!! XD

    Il 14 era il mio compleanno, appunto… e ho avuto una festa a sorpresa!!! Aaaah! Che spasso! Sono rimasta “sorpresa” fino al giorno dopo… Ma farei un torto a parlare di quel giorno solo per la festa a sorpresa perchè tutte le persone che sono state al mio fianco quel giorno sono state veramente crine e speciali, i miei compagni di università, Tommaso, i miei genitori…e chi da lassù ogni anno il 14 settembre ci ricorda, nella festa dell’ Esaltazione della Santa Croce che ha donato la vita per noi e per la nostra gioia nella pienezza!

    Il 23, invece sono partita per Praga con mia nonna che mi ha regalato il viaggio…prima della partenza ero un po’ preoccupata…ma è stata un’esperienza indimenticabile… La città è meravigliosa, ha un’atmosfera mai vista altrove, l’aria è impregnata di storia e di fantasia, il popolo ceco ha una gioia nel cuore che non stenta a mostrare… Il mio commento è stato: “L’unica città con cui cambierei Parigi!”…e detto da me!! Sono tornata il 27..cinque giorni, insomma…ma proprio di qualità!

    Oggi invece mi preparo ai festeggiamenti del compleanno di Tommaso… sto aspettando che la sua sorpresa sia pronta…comunicherò la riuscita, tranquilli! A dire il vero non ho ancora definito perfettamente ogni dettaglio visto che mi è saltato il ristorante per la cena..mannaggia! Ma perchè la gente non se ne sta a casa??? Bah…vedremo, sono fiduciosa! ^^

    Penso di non avere molte altre cose da raccontare… Oggi ero di cronaca.. :)

    Alla prossima..

    Ilaria